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L’ala militare di Hamas, le brigate al Qassam, ha detto mercoledì di avere riconsegnato a Israele tutti i corpi degli ostaggi morti nella Striscia di Gaza che è riuscita a recuperare, e che per trovare i corpi rimanenti avrà bisogno di «attrezzature speciali». Poco dopo Hamas ha riconsegnato i corpi di altri due ostaggi, portando il totale dei corpi restituiti a nove. Un decimo, riconsegnato martedì, non appartiene a uno degli ostaggi: secondo i media israeliani è di un uomo palestinese che l’esercito aveva portato a Gaza per utilizzarlo come scudo umano, e che Hamas aveva scambiato per un soldato.

In base agli accordi per il cessate il fuoco, Hamas aveva tre giorni a partire da lunedì per restituire i corpi di 28 ostaggi uccisi. Ma per trovare i 19 non ancora restituiti ha chiesto più tempo: dopo due anni di guerra e di pesanti bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza, è probabile che i corpi siano dispersi, sepolti sotto le macerie degli edifici o non più facilmente identificabili. È perfino possibile che alcuni corpi non saranno mai ritrovati.

La mancata restituzione dei corpi degli ostaggi, però, potrebbe essere un problema per l’accordo di pace.

Mercoledì il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha detto di aver chiesto all’esercito di preparare un nuovo piano di attacco su Gaza se Hamas non rispetterà i termini dell’accordo: «Se Hamas rifiuta di rispettare l’accordo Israele, in coordinamento con gli Stati Uniti, tornerà a combattere per sconfiggere completamente Hamas, cambiare la realtà di Gaza e realizzare tutti gli obiettivi della guerra».