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Gli accordi per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza prevedono che, per ogni ostaggio israeliano morto riconsegnato da Hamas, Israele restituisca i corpi di 15 persone palestinesi. Finora le restituzioni sono andate a rilento da entrambe le parti: Hamas ha riconsegnato i corpi di 15 ostaggi su un totale di 28, mentre secondo il ministero della Salute della Striscia (controllato da Hamas) Israele ha restituito i corpi di 195 palestinesi. Di questi solo 57 sono stati identificati.
L’identificazione dei corpi dei palestinesi è un problema perché dentro la Striscia di Gaza le strutture medico-sanitarie che servirebbero non funzionano più, e manca anche la strumentazione necessaria per fare i test del DNA. In questi due anni i continui attacchi e bombardamenti israeliani hanno distrutto il 90 per cento degli edifici della Striscia, tra cui molti laboratori e ospedali, e il blocco israeliano su tutte le merci che entrano a Gaza ha reso irreperibili gli strumenti di cui avrebbero bisogno. Inoltre molti dei corpi riconsegnati sono in condizioni che li rendono difficilmente riconoscibili: per esempio il ministero della Salute ha detto che alcuni sembrano essere stati investiti da mezzi pesanti.













