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Ultimo aggiornamento: 8:46

“Ci vuole una bella faccia tosta per spacciare quello che è successo ieri per una vittoria di Israele. Stamattina ho letto i nostri giornali, in particolare quelli filo-israeliani ‘senza se e senza Hamas’, che ci raccontavano di un trionfo di Israele. Ma Israele non ha partecipato alla firma a Sharm el-Sheikh perché Erdogan ha detto: o Netanyahu o io. Ed è stato scelto Erdogan”. Sono le parole pronunciate a Otto e mezzo (La7) dal direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, commentando il vertice di Sharm el-Sheikh, co-presieduto da Donald Trump e dal presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi. Un evento segnato da un grande assente: Benjamin Netanyahu.

“Del summit mi ha colpito il comportamento di Trump con il premier britannico Keir Starmer”, osserva Travaglio. Il riferimento è a un episodio surreale avvenuto al termine del summit: Trump, parlando dal podio, chiede improvvisamente “C’è il Regno Unito?”. Starmer si avvicina credendo di dover dire qualcosa, ma il presidente americano lo liquida con un sorriso e un “È bello che lei sia qui”. Starmer rimane interdetto e torna al posto. “È stato ‘amorevolmente’ accompagnato verso l’uscio”, commenta il direttore del Fatto.