La si potrebbe definire quasi una “rinascita”. Dopo gli anni bui del blocco della contrattazione e di quello delle assunzioni, la Pubblica amministrazione è su un sentiero di ripresa. È quanto emerge dalla consueta Relazione annuale del Cnel sulla qualità dei servizi pubblici, che ha restituito un’immagine complessa e variegata della macchina pubblica. Le riforme e gli investimenti del Pnrr stanno dando i loro frutti. Così come le politiche di assunzione che stanno permettendo di iniziare a coprire i buchi di organico creati negli anni del blocco. Senza dimenticare gli importanti stanziamenti per i rinnovi dei contratti. Per il Cnel dunque, i progressi ci sono, e si riscontrano in molti ambiti d’intervento. Anche se, avvisa la Relazione, permangono divari territoriali e alcune situazioni di ritardo rispetto agli altri Paesi europei. Il presidente del Cnel Renato Brunetta, ha parlato di «luci ed ombre», rivendicando comunque il successo delle riforme avviate sin dal 2009. Per l’attuale ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, successore dello stesso Brunetta, invece «la Pubblica amministrazione è uscita dalla terapia intensiva». Zangrillo ha rivendicato il merito di aver chiuso i contratti pendenti e aver ottenuto stanziamenti importanti (20 miliardi) per i prossimi. Ma anche di aver portato da 6 a 40 le ore di formazione. Ha parlato inoltre di un percorso di innovazione è «tangibile», grazie a «progetti messi a terra con un approccio basato sul lavoro di squadra, sull’ascolto e sul confronto».