“Troppo timido" è il cessate il fuoco in vigore nella Striscia di Gaza. Sono trascorsi pochi giorni dall'accordo di pace tra Israele e Hamas e loro sono di nuovo in strada. Una trentina di studenti, riuniti in piazza San Ferdinando, in via Sparano a Bari. Non è un giorno come un altro quello che hanno scelto: è la serata in cui la Nazionale italiana affronta Israele in una sfida valida per le qualificazioni ai prossimi campionati mondiali di calcio, che si disputeranno la prossima estate. Sono tutti quanti concordi: è più di una partita.
"Non si gioca contro chi rappresenta uno Stato genocida e di apartheid come Israele - dice Ciro Saracino, dell'associazione studentesca Zona Franca - La partita di stasera è il sintomo che i legami con Israele non sono stati ancora recisi. E che manca una ferma condanna anche sul piano internazionale".
Proprio dai collettivi studenteschi dell'Università di Bari, nelle scorse settimane, era stata avanzata a più riprese la richiesta, recapitata al rettore Roberto Bellotti, di interrompere i legami istituzionali con le università israeliane. "Questo cessate il fuoco - aggiunge Sabrina Fanelli, di Udu Link Bari - per ora si è rivelato una farsa. Israele continua a uccidere e a bloccare gli aiuti umanitari. Abbiamo scelto questa data simbolo che è solo il pretesto: continueremo a mobilitarci di pari passo con l'attualità. Bisogna continuare a fare pressione".












