Lunedì 13 ottobre, a distanza di due mesi dalla notizia che il Fatto Quotidiano ha anticipato in esclusiva, è stata formalizzata la nomina di Giorgio Carlo Brugnoni – fino a ieri Vice Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura – al ruolo di Direttore della Dgca, la Direzione Cinema e Audiovisivo, una delle strutture più impegnative del dicastero guidato da Alessandro Giuli (FdI).

In effetti, chi redige queste noterelle, aveva segnalato assieme a Thomas Mackinson la assai probabile nomina il 19 agosto 2025. Questa la cronologia: il 3 luglio, lo storico Dg Nicola Borrelli si è dimesso, per ragioni personali seppur nel clima avvelenato del “caso Kaufmann” (il presunto omicida di Villa Pamphilj e presunto beneficiario di fondi ministeriali per il tax credit); il 31 luglio, è stato pubblicato un veloce interpello-lampo ministeriale, aperto anche a persone esterne al Mic, che si è chiuso l’8 agosto. Si prevedeva la nomina entro l’inizio del Festival di Venezia (a fine agosto), ma parrebbe sia stata ritardata a causa di perplessità amministrative (sul pre-requisito di cv con almeno 5 anni di status dirigenziale) che sono state superate.

Tra i non vincitori del bando, l’avvocato Michele Lo Foco – da sempre fustigatore della Legge Franceschini e “nemico giurato” della sottosegretaria Lucia Borgonzoni (Lega Salvini) – che ha annunciato accesso agli atti e ricorso al Tar.