Il Csm potrebbe muoversi a breve sul caso Almasri e in particolare con l'avvio di una pratica a tutela dei giudici del tribunale dei Ministri di Roma.
Alcuni consiglieri hanno, infatti, chiesto l'apertura di una pratica in favore dei giudici speciali dopo le parole espresse dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, pochi minuti dopo il voto della Camera che il 9 ottobre ha respinto, a maggioranza, la richiesta di autorizzazione a procedere per il Guardasigilli, per il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano.
"I sottoscritti consiglieri - si legge nella richiesta sottoscritta dai togati di Area, Unicost e Md, dai togati indipendenti Roberto Fontana e Andrea Mirenda oltre ai laici Ernesto Carbone, Roberto Romboli e Michele Papa -, fermo restando la Funzione Giudiziaria, devono purtroppo osservare come ancora una volta siano stati platealmente superati i limiti di continenza propri di quel diritto grazie ad affermazioni che per il loro contenuto irrisorio e per l'eccezionale diffusione mediatica hanno arrecato grave ed evidente turbamento alla credibilità dell'ordine giudiziario".
Nell'atto si chiede che venga autorizzata l'apertura della pratica "presso la prima Commissione" del Csm. I consiglieri, nel motivare l'iniziativa, citano la dichiarazione rilasciata dal Guardasigilli dopo il voto dell'Aula. In particolare Nordio affermò che "lo strazio che il tribunale dei Ministri ha fatto delle norme più elementari del diritto è tale da stupirsi che non gli siano schizzati i codici dalle mani, ammesso che li abbiano consultati".









