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14 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 17:49

Quindici membri del Consiglio superiore della magistratura hanno chiesto l’apertura di una pratica a tutela delle giudici del Tribunale dei ministri di Roma (Maria Teresa Cialoni, Donatella Casari e Valeria Cerulli) dopo le pesanti accuse rivolte loro da Carlo Nordio in relazione al caso Almasri. “Da modesto giurista lo strazio che il Tribunale dei ministri ha fatto delle norme più elementari del diritto è tale da stupirsi che non gli siano schizzati i codici dalle mani, ammesso che li abbiano consultati”, aveva detto il ministro della Giustizia dopo il voto della Camera che aveva negato l’autorizzazione a procedere per lui, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano, imputati per la scarcerazione del generale libico accusato di torture. Affermazioni che, “per il loro contenuto irrisorio e l’eccezionale diffusione mediatica, hanno arrecato grave ed evidente turbamento alla credibilità dell’ordine giudiziario“, scrivono i consiglieri, osservando come, “fermo restando il generale diritto di critica cui soggiace anche la funzione giudiziaria, (…) ancora una volta siano stati platealmente superati i limiti di continenza propri di quel diritto”.