Punti di forza e anelli deboli, progressi tangibili e gap da recuperare.

E' la pubblica amministrazione italiana fotografata dal Cnel nella sua Relazione sui servizi pubblici 2025. Ne emerge un'immagine variegata e complessa a cominciare dalla sanità.

Gli italiani si rivolgono sempre più a quella privata spendendo 42,6 miliardi annui, il 25% del totale della spesa sanitaria nazionale, con un incremento del 2% nell'ultimo anno. Riguardo il finanziamento pubblico, nel 2023, l'Italia registra una quota di spese sanitarie al 74% contro una media europea del 77,3%. La relazione segnala medici di base in calo e "carenza di personale anche nell'area dell'emergenza-urgenza".

Tra i segnali positivi la speranza di vita tornata ai livelli pre-Covid, il calo della mortalità per tumori, il miglioramento delle condizioni di salute della popolazione più anziana affetta da patologie croniche. Allargando lo sguardo a tutta la P.a non mancano segnali di miglioramento. "Cresce la consistenza del personale, aumentano gli investimenti in formazione e competenze, si amplia l'uso delle infrastrutture digitali", spiega il presidente del Cnel, Renato Brunetta, che al contempo mette in guardia sugli "ampi divari territoriali, soprattutto tra Nord e Sud, in settori cruciali come i servizi sociali o l'assistenza all'infanzia".