Nel Servizio sanitario nazionale non è in atto alcuna “tendenza verso la privatizzazione”. Anzi. la spesa sanitaria privata, pure se aumentata nel tempo in valori assoluti, resta sostanzialmente stabile sul Pil e nel 2024 è rallentata scendendo al di sotto del 2% del Prodotto interno lordo. Quella privata rappresenta stabilmente 1/4 della spesa sanitaria totale e si qualifica come una “componente strutturale e difficilmente comprimibile delle decisioni o necessità delle famiglie”. E una delle motivazioni per cui di fatto l’esborso privato - pari a quasi 46 miliardi nel 2023 - resta inalterato nel tempo, sta nel fatto che oltre la metà è destinata all’acquisto di beni e servizi extra-Lea cioè al di fuori della tutela Ssn. E’ questa la conclusione a cui giunge il Rapporto “La spesa per beni e servizi sanitari: il finanziamento da sempre ibrido del sistema salute”, realizzato dal Centro studi dell’Associazione dell’ospedalità privata (Aiop), presentato a Roma. Una lettura commentata dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, secondo cui la spesa sanitaria privata «è spesso oggetto di letture ideologiche». Mentre la sanità privata accreditata va intesa come «un alleato per risolvere alcune criticità« del Servizio sanitario nazionale.
La spesa sanitaria privata resta stabile sul Pil Aiop: nessun rischio di privatizzazione del Ssn
Focus dell’Associazione dell’ospedalità privata sulle dinamiche della spesa pubblica e di quella a carico delle famiglie che nel 2023 hanno cumulato quasi 46 miliardi di esborso a proprio carico di cui il 54,6% per prestazioni extra Lea








