Le famiglie italiane continuano da anni a sostenere in prima persona gran parte dei costi sanitari non coperti dal Servizio Sanitario Nazionale ma "non è una fuga" dalla sanità pubblica.

Oltre il 54% della spesa sanitaria privata, infatti, è destinato a prestazioni che non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza garantiti dallo Stato, in particolare farmaci e dentisti. In valori assoluti, questo significa più di 25 miliardi di euro l'anno, una cifra che pesa sui bilanci delle famiglie. Lo rivela il rapporto del Centro Studi Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata), dal titolo 'La spesa per beni e servizi sanitari: il finanziamento da sempre ibrido del sistema salute', presentato a Roma.

Nel dettaglio, a trainare la spesa sono i farmaci e i presidi medici non rimborsabili, che rappresentano il 33,5% della spesa privata totale, seguiti dalle cure odontoiatriche, con un'incidenza del 21%: due voci che da sole assorbono oltre la metà della spesa sanitaria privata. Subito dopo, si collocano le visite specialistiche, i servizi diagnostici e paramedici, che includono analisi, esami strumentali e trattamenti riabilitativi spesso erogati fuori dal circuito della sanità pubblica.