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21 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:49

Oltre il 70 per cento delle famiglie italiane è costretto a pagare di tasca propria per la sua salute. Di fronte al sottofinanziamento del Servizio sanitario nazionale, il ricorso al privato è sempre di più una componente strutturale dell’accesso alle cure. Soprattutto – ed è il dato che più allarma – per le famiglie più povere e con bassa istruzione. Questi nuclei, infatti, spendono una percentuale più alta del loro reddito in sanità (fino al 6,8%), rispetto a quanto facciano le famiglie più benestanti e istruite (4,3%). Un chiaro segnale che, negli ultimi anni, la sanità in Italia è sempre meno equa. Di fatto, la sostenibilità del Ssn è stata garantita tramite un razionamento implicito delle prestazioni, che ha scaricato i costi sui cittadini. Tanto che la copertura pubblica della spesa sanitaria è scesa in 40 anni dall’81% al 72,6%. Inoltre, con l’invecchiamento della popolazione, sorgono nuove criticità profonde e strutturali. Allo stato attuale, il sistema garantisce un sostegno del tutto insufficiente alle famiglie che hanno a carico un anziano non autosufficiente, con gravi differenze territoriali. E, trattandosi di un bisogno improrogabile, le famiglie sono costrette a impoverirsi ulteriormente, per rispondere alle carenze del sistema.