Roma, 14 ott. (askanews) – “L’introduzione dell’Entry/Exit System (EES) dell’UE rappresenta uno dei cambiamenti operativi più significativi che interessa le frontiere aeree europee degli ultimi decenni”. Lo afferma Andy Smith, direttore della Divisione Borders di SITA commentando l’introduzione del nuovo sistema Entry/Exit System (EES), in graduale implementazione in Europa da domenica 12 ottobre.

“Gli agenti di frontiera – sottolinea Smith – devono ora raccogliere dati biometrici, controllare i passaporti e registrare i cittadini di Paesi terzi (TCN) direttamente in un sistema centrale dell’UE. Per gli aeroporti, questo significa gestire nuovi flussi di passeggeri e garantire che questi controlli non causino code più lunghe o coincidenze perse, soprattutto nei periodi di punta. Ogni Stato membro deve rispettare le stesse normative europee sulla gestione delle frontiere, le linee guida operative di Frontex e gli standard tecnici stabiliti da eu-LISA. Questo assicura che i dati siano raccolti in modo sicuro e che i sistemi nazionali possano comunicare con il database centrale dell’UE. Si tratta di una transizione complessa che richiede preparazione, coordinamento e tecnologie EES affidabili per garantire che tutto proceda senza intoppi”.