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14 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 14:19
“È il Ronaldo della scena mondiale, anche se a volte i suoi tiri mancano il bersaglio”. Così Ghassan Charbel, direttore del quotidiano saudita As Sharq Al Awsat, paragona il presidente Donald Trump all’attaccante portoghese dopo il vertice in Egitto, che segna l’avvio della fase 2 per la pace in Medio Oriente. Per l’editorialista, che scrive un commento sul quotidiano saudita, “non si può negare la capacità di Trump di cambiare completamente le situazioni”. Infatti, spiega, “i jet israeliani hanno smesso di bombardare Gaza; i valichi sono stati riaperti e gli aiuti sono passati; gli ostaggi sono stati liberati in cambio di prigionieri”. E’ indubbio, continua, che “l’esercito israeliano si è ritirato sulla linea concordata. Trump è emerso come colui che costruisce soluzioni e garanzie”.
Ma quale sarà il risultato finale, conclude, ce lo dirà la storia. Per al Jazeera, emittente panaraba, il risultato delle azioni del presidente Usa sono chiare. Il sito, infatti, apre con un titolo da enfasi al presidente “costruttore” non interessato “alla soluzione dei due stati”. E’ un affondo sul lato commerciale, più interessato agli appalti che ad altro. In pieno accordo è Mouin Rabbani, accademico, che, sulle pagine di New Arab, apostrofa il presidente Usa come “narcisista”. E sottolinea come “gli Stati del Golfo e le loro promesse di massicci investimenti negli Stati Uniti sono vitali per Trump e per la sua agenda: il denaro parla incessantemente nella politica americana, e viene sempre ascoltato con grande attenzione — nella Washington di Trump, ancora di più”.














