A oltre sette anni dalla tragedia costata la vita a 43 persone, dopo più di tre anni dalla prima udienza, la Procura fa le sue richieste di condanna (e in qualche caso di assoluzione) nei confronti dei 57 imputati per il crollo di ponte Morandi.
E la prima posizione analizzata dai pm è quella dell’imputato più importante: per l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, già in carcere dopo la sentenza sulla strage di Avellino, la pena richiesta è di 18 anni e 6 mesi.
Il massimo previsto dalla legge perché «tutti gli indicatori per lui sono negativi. Prima della sentenza sulla ThyssenKrupp il suo sarebbe stato un caso di dolo eventuale da manuale, poi quella sentenza ha cambiato il quadro. Se non per Castellucci, quando, a chi bisognerebbe dare il massimo della pena prevista dalla legge?», ha detto il pm Walter Cotugno. Il manager oggi non era video-collegato dal carcere di Opera, come accaduto ieri o in altre udienze. Lì sta scontando la pena per Avellino.
Cotugno, titolare del fascicolo insieme a Marco Airoldi, si è chiesto: «Può un amministratore delegato in generale non occuparsi della sua struttura, dell’organizzazione aziendale sotto il profilo della sicurezza anche quando l’impresa abbia come fine anche quello di produrre sicurezza?».










