Nel 1976, nella finale dell’Europeo, Sepp Maier si lanciò a sinistra, ma il ceco Antonin Panenka lo ingannò con un tocco al centro. Ai Mondiali del 1990, Walter Zenga non riuscì a intuire la direzione di nessuno dei quattro tiri battuti dall’Argentina di Maradona: scelte errate che costarono all’Italia l’eliminazione in semifinale. Alla nostra nazionale andò meglio nel 2006, quando Fabien Barthez si tuffò dal lato sbagliato sull’esecuzione di Fabio Grosso, regalando agli Azzurri la vittoria mondiale.

Indovinare la direzione di un rigore resta difficile anche per i migliori portieri. Da oggi, però, potrebbe venire in loro aiuto l’intelligenza artificiale, come evidenzia un recente studio condotto dai ricercatori dell’Universidad de Las Palmas de Gran Canaria, in Spagna, che hanno creato un sistema in grado di prevedere dove finirà un calcio dal dischetto (a sinistra, al centro o a destra) osservando solo i movimenti, come postura, inclinazione del busto, posizione delle gambe, angolo di corsa, del giocatore prima che colpisca la palla.

Il dataset sperimentale

Per allenare il programma, gli studiosi hanno selezionato 1.010 video di rigori reali, estratti da partite reperite online. Dopo aver eliminato quelli troppo simili o di scarsa qualità, ne sono rimasti 640, che mostrano solo la rincorsa e il tiro. Per ogni azione hanno annotato alcune informazioni: da che lato del campo il giocatore batteva, se era destro o mancino, dove era diretta la conclusione. Per renderli uniformi, i tecnici hanno eliminato gli elementi di contorno come pubblico e arbitro, rendendoli tutti di uguale durata e numero di fotogrammi.