Johannes Holzmüller, Direttore dell'Innovazione della FIFA, ha un ricordo preciso del momento in cui tutto è cambiato: “È inevitabile ripensare al gol di Frank Lampard contro la Germania, agli ottavi di finale dei Mondiali 2010: la palla colpì la traversa e poi superò nettamente la linea di porta, ma l'unico a non vederlo fu l'arbitro”.

Da quel pomeriggio sudafricano, Holzmüller non ha mai smesso di inseguire soluzioni innovative che potessero migliorare il calcio. Senza stravolgerlo. “Non appena tornammo negli uffici di Zurigo, al termine del torneo, quello divenne il punto di partenza. La dirigenza dovette ammettere che era necessario guardare alla tecnologia”.

Nato nel 1980, cresciuto davanti a un televisore a tubo catodico che si spegneva nei momenti meno opportuni, Holzmüller ha attraversato vent'anni di trasformazione tecnologica del calcio dall'interno della federazione più potente del mondo. È stato lui a guidare l’introduzione del Var ai Mondiali, in Russia nel 2018. Otto anni dopo, ci parla delle nuove tecnologie per i Mondiali che si giocheranno quest’estate in Canada, Messico e Usa. A partire dal fuorigioco semiautomatico.

Come funzionerà?

“Grazie alla collaborazione con Lenovo [partner tecnologico di FIFA, ndr], scansioneremo ogni singolo giocatore prima del torneo. Ogni rappresentazione 3D dei calciatori verrà integrata nel sistema di tracciamento”.