È finita come si sapeva. Eugenio Giani il renziano, l’uomo che la segretaria del Pd non voleva assolutamente e i grillini hanno cercato in ogni modo di non far candidare, è stato confermato presidente della Toscana con il 53,9% dei voti, quasi sei punti più di cinque anni fa, a dimostrazione di quanto ne capisce la coppia Elly-Giuseppi. Non c’era partita nella Regione rossa. Però Alessandro Tomasi, il candidato del centrodestra, uno degli ex ragazzi di Atreju di Giorgia Meloni, non è andato poi male: è riuscito a mettere il “4” davanti, fermandosi al 40,8%, pochi decimi di punto sopra la leghista Susanna Ceccardi, che cinque anni fasi era candidata con il vento in poppa del boom leghista. È un risultato che deve far riflettere il centrodestra. Il sindaco di Pistoia infatti è stato indicato troppo tardi, benché da mesi si sapesse tra gli addetti ai lavori che sarebbe toccato a lui e non ha avuto il tempo sufficiente per farsi conoscere. Nella sua città, che ben amministra, Tomasi è infatti molto apprezzato, ma si tratta pur sempre di un Comune di novantamila abitanti in una terra che ne fa tre milioni e 660mila e che di campanili ne conta parecchi e di pregio. Gli sarebbe servito più tempo per farsi conoscere a tutti.