Quattro ore di faccia a faccia. E, alla fine, due note (una del presidente uscente, Eugenio Giani, una della segretaria, Elly Schlein) che dicono e non dicono, come nella migliore tradizione del politichese. Il senso del faccia a faccia tra il governatore uscente della Toscana e la leader dem cambia a seconda di chi si sente: per i dem vicini a Giani il Nazareno ha di fatto accettato la ricandidatura del governatore, facendo buon viso a cattivo gioco.

Per quelli vicini alla segretaria, «Elly ha rimesso in riga Giani, che si affida al partito». In entrambe le note si fa riferimento al «progetto condiviso», alle «alleanze», a sottolineare che la ricandidatura di Giani comunque è dentro l’idea, fortemente perseguita dalla segretaria, che in tutte le sfide regionali del prossimo autunno bisogna perseguire il disegno di avere un centrosinistra largo. Perché il vero nodo è questo: Giani andrebbe anche bene, il problema è che non va bene a M5S e Avs. Per quanto tutti sanno che in Toscana il Pd vincerebbe anche senza i Cinquestelle.

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