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Ultimo aggiornamento: 10:59
Esperti, in servizio nei reparti speciali e proprio per questo presenti sul posto, visto che l’operazione era considerata a rischio dopo che lo scorso anno i fratelli avevano saturato la casa di gas. Si chiamavano Marco Piffari, Davide Bernardello e Valerio Daprà i tre carabinieri morti nell’esplosione di Castel d’Azzano, nel Veronese, durante il tentativo di sgombero di un casolare di proprietà di tre fratelli che hanno fatto saltare in aria la struttura quando sono arrivate le forze dell’ordine.
A rendere note le loro identità è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto rendendo “onore alla loro memoria”. Piffari era un luogotenente con carica speciale, Bernardello invece era un carabiniere scelto e Daprà era un brigadiere capo con qualifica speciale: “Hanno sacrificato la propria vita compiendo fino all’ultimo il loro dovere al servizio del Paese”, ha detto Crosetto.
I tre facevano parte delle squadre speciali dell’arma. Piffari, 56 anni, era il più esperto: aveva svolto la maggior parte della sua carriera in Veneto e – come riporta Repubblica – era al comando della Squadra operativa di supporto del Quarto Battaglione Veneto, dove lavorava da 12 anni nella protezione di obiettivi sensibili e nel contrasto alla criminalità comune e organizzata. Era entrato nell’arma nel 1987, non aveva figli e viveva in provincia di Padova. Bernardello, 36enne, e Daprà, anche lui 56enne, erano parte dell’aliquota di primo intervento che era stata inviata dal Norm della compagnia di Padova.











