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Ultimo aggiornamento: 9:05

Un anno fa il primo tentativo di sgombero, la resistenza con il gas in casa, le ipoteche e gli avvisi. Fino all’esplosione di oggi, in cui sono morti tre carabinieri e una decina tra militari e agenti di polizia sono rimasti feriti. Nel casolare di via San Martino, a Castel D’Azzano nel Veronese, abitavano tre fratelli. Due di loro sono rimasti feriti dopo aver innescato l’esplosione e al momento si trovano ricoverati in ospedale con gravi ustioni sul corpo. Secondo quanto riferito dal Procuratore Capo di Verona Raffaele Tito verranno arrestati. Il terzo è riuscito a fuggire. Ad innescare la miccia, secondo le prime ricostruzioni, è stata la donna.

Lo sgombero dell’abitazione, in cui abitava anche un terzo fratello di cui al momento non si hanno notizie, era stato preventivato, e aveva avuto inizio nelle prime ore del giorno. Durante l’intervento però il casale di due piani è crollato travolgendo i militari e gli agenti, e ha preso fuoco. Nella casa, completamente distrutta, sono ancora al lavoro i vigili del fuoco, giunti da Venezia a Castel D’Azzano, per la ricerca e il recupero delle persone rimaste intrappolate sotto le macerie. Gli agenti che hanno perso la vita sono Marco Piffari, luogotenente carica speciale, Davide Bernardello, carabiniere scelto, e Valerio Daprà, brigadiere capo qualifica speciale. Prestavano servizio a Mestre e Venezia.