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A due anni dal 7 ottobre Israele ha riconquistato con la forza il diritto alla pace. E i consensi
Great job Bibi, bel lavoro. Trump parla del primo partner nella sua grande utopia: un tempo di pace per tutto il mondo, qui, con Bibi, si svolge questa "cosa mai vista prima", e chiama Netanyahu nel cerchio dei grandi protagonisti della storia in un'apoteosi di comune entusiasmo, alla Knesset, per il ritorno degli ostaggi. "Senza di lui niente di tutto questo sarebbe potuto accadere. Non è la persona più facile con cui lavorare, ma questo lo rende grande". Questo momento è una delle tante immagini di vittoria che Netanyahu ha raccolto: il presidente americano che viene in Israele a compiere la sua prima visita, che mostra fraterna ammirazione, che fonde l'amicizia e la stima personale con un ragionamento molto chiaro, quello che fa sì che le alleanze si creino su interessi comuni specifici: sia Trump sia Netanyahu hanno gli stessi nemici, l'Iran che ha potuto costruire la coalizione terrorista che ha posto a ferro e fuoco Israele, e gli stessi amici, la pace.






