Alla guida della sua 500 L Eugenio Giani - governatore riconfermato con ampio margine al 54% - come primo atto andrà a Livorno dalla Madonna di Montenero, patrona della Toscana.
Ha vinto con 15 punti di stacco (un risultato chiaro anche a dati parziali) su Alessandro Tomasi, candidato del centrodestra, fermo al 40% nonostante la spinta dei big Meloni, Tajani, Salvini e Lupi schierati con lui sul palco del comizio finale.
Giani invece - dopo il sofferto endorsement di Pd e M5s incerti all'inizio sulla riconferma - il centrosinistra insieme sul suo palco ad applaudirlo lo vede solo per lo speech della vittoria. Tutta la campagna elettorale l'ha fatta macinando chilometri per appalesarsi sui diversi palchi di Pd, Avs e Casa Riformista, alleati di un campo largo ma sparso. Giuseppe Conte (oggi assente) ha dovuto addirittura stringergli la mano lontano dal popolo M5s, diffidente e per anni all'opposizione di Giani, mentre oggi il leader del movimento abbraccia "la bontà di un progetto politico al quale - dice - noi abbiamo per la prima volta contribuito". Quello del campo largo in Toscana, dopo la sconfitta nelle Marche e in Calabria.
"Ha vinto la Toscana illuminata e riformista. E mi sento da ora presidente di tutti", glissa su tutto Giani, mettendo piuttosto l'accento sulla vittoria netta rispetto all'avversario, premio al suo governo e al suo impegno.










