Sono stati 143 gli espositori della XX edizione di ArtVerona, che si è conclusa domenica. Per il triennio 2025-2028, la nuova direttrice Laura Lamonea avvia una fase orientata a sperimentazioni, ibridazioni e progetti innovativi. Curatrice con lunga esperienza nella produzione di festival e mostre istituzionali, Lamonea ha individuato nel “dialogo” il fulcro della sua strategia, sia all’interno della fiera sia nei progetti diffusi in città.
Le gallerie
Tra gli espositori, 21 gallerie internazionali e 28 nate dopo il 2020: un dato che riflette l’apertura verso realtà emergenti, favorita anche dall’abbassamento dell’Iva al 5% sul mercato dell’arte. Tra le presenze consolidate, Mazzoleni, che partecipa fin dalla prima edizione, ha presentato dagli artisti storici ai più giovani, tra cui Rebecca Moccia (Napoli, 1992) con due still video (4.000 € cad.) del progetto «Ministries of Loneliness». Tra gli espositori, Wizard Lab di Federico Luger e Gabriela Galati ha portato la serie «New Era. New Hero» (10.000 €) di Sarah Ciracì (Grottaglie, 1972), vasi ispirati alla Grecia antica ma raffiguranti atleti paralimpici, in dialogo con la tradizione dei giochi sportivi, che anticipano l’appuntamento Milano-Cortina. Promeogallery di Ida Pisani ha proposto una partecipazione al femminile con le artiste attiviste Zehra Dogan (Diyarbakır, 1989) e Regina José Galindo (Città del Guatemala, 1974), quest’ultima vincitrice con la fotografia Limbo (2010, 18.000 €) del Premio A disposizione. VeronaFiere per l’arte - uno dei 10 premi - , fondo nato nel 2018 che in questa edizione ha acquisito quattro opere









