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Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha presentato il suo nuovo governo, il secondo nel giro di pochi giorni. Ne fanno parte alcuni ministri che erano già nel suo precedente esecutivo e diversi “tecnici”, ossia persone non direttamente legate alla politica ma esperte degli argomenti di cui si dovranno occupare. È un governo di minoranza, sostenuto dalla coalizione centrista del presidente Emmanuel Macron.

È immediatamente operativo: in Francia per entrare in funzione il governo non ha bisogno di superare un voto di fiducia, come accade in Italia, ma solo di non cadere per un voto di sfiducia. Sono già state presentate due mozioni per sfiduciarlo, da parte di La France insoumise (sinistra radicale) e del Rassemblement National (estrema destra): saranno votate dall’Assemblea Nazionale in settimana. Lecornu ha detto che il governo ha l’obiettivo specifico di far approvare la contestata legge di bilancio entro fine anno, cioè il passaggio su cui sono caduti entrambi i suoi predecessori, Michel Barnier e François Bayrou.

Le nomine non hanno spostato di molto gli equilibri del governo precedente, dato che riuniscono persone che provengono dai partiti di destra e di centro che hanno governato il paese dal settembre del 2024. Dodici ministri provengono dal precedente governo e sei erano già stati ministri durante la presidenza Macron. In generale vari giornali francesi scrivono che i nuovi ministri hanno quasi tutti una cosa in comune: la vicinanza a Macron.