Caricamento player
Questa settimana la Banca d’Inghilterra e il Fondo Monetario Internazionale si sono aggiunte al numero di istituzioni e testate giornalistiche che hanno espresso preoccupazioni per la formazione di una bolla nel settore tecnologico e in particolare in quello delle intelligenze artificiali (AI).
Il rischio, secondo alcuni, è che il peso assunto dalle AI nell’economia statunitense si basi su fattori temporanei e investimenti rischiosi. Negli ultimi due anni infatti le aziende tecnologiche hanno fatto enormi investimenti per lo sviluppo di data center, arrivando a trainare di fatto parte dell’economia statunitense. Qualora questo entusiasmo per le AI dovesse ridursi, il valore di molte aziende potrebbe calare drasticamente, portando con sé una parte di crescita economica degli Stati Uniti.
Il confronto più comune è quello con la “bolla delle dot-com” della fine degli anni Novanta, quando le prime aziende operanti nel web raggiunsero valutazioni altissime per poi collassare, causando una recessione. Secondo il report della Banca d’Inghilterra, alcune aziende che si occupano di AI avrebbero valutazioni «paragonabili» a quel picco. Uno studio di MacroStrategy Partnership, società che si occupa di ricerche di mercato, ha calcolato che la bolla delle AI sarebbe addirittura 17 volte più grande della bolla delle dot-com e otto volte quella dei mutui sub-prime, che causarono la crisi finanziaria del 2008.










