Un Paese che invecchia e che investe poco in salute, soprattutto in strategie di prevenzione, in personale sanitario - con la carenza di circa 175 mila operatori -, in strumenti di contrasto delle diseguaglianze. Nonostante ciò, si riescono a ottenere ancora ottimi risultati di salute con un’aspettativa di vita tra le più alte del mondo. È il ritratto che emerge dalla XX edizione del Forum annuale di Meridiano Sanità, dedicato al tema “Salute, Società, Economia: alla ricerca di un nuovo equilibrio”, in corso a Roma. “Questa XX edizione è un invito a guardare ai prossimi vent’anni con la consapevolezza che bisogna lavorare insieme per costruire un nuovo equilibrio tra demografia, salute ed economia, con coraggio e responsabilità”, ha spiegato Valerio De Molli, managing partner e Ceo di The European House – Ambrosetti e TEHA Group. La sanità italiana vive un momento critico. Il Paese fa i conti con una transizione demografica, che ne ha ridefinito il volto e negli ultimi 20 anni ha visto raddoppiare il numero degli over-65. Di pari passo sono cresciuti i bisogni di salute e la spesa sociale. La spesa sanitaria pubblica, invece non ha seguito la stessa dinamica: con 2.700 euro pro-capite (a parità di potere di acquisto) è al di sotto della media europea. Particolarmente bassi sono gli investimenti in prevenzione, a cui è dedicato solo il 4,2% della spesa sanitaria pubblica complessiva. Sul fronte della prevenzione, poi, preoccupano le coperture vaccinali e la scarsa adesione a stili di vita sani: nel 2024 il 20,5% degli italiani fumava, il 15,6% consumava alcol in quantità superiori alle linee guida e il 45% era in eccesso di peso (con il 37% dei bambini e delle bambine in sovrappeso o obeso). Criticità anche sul fronte del personale sanitario: si stima una carenza di oltre 175 mila professionisti. Nonostante ciò, rileva il rapporto, l’Italia riesce a garantire risposte di salute migliori degli altri Paesi: un’aspettativa di vita di 84,1 anni, la seconda più alta in Europa, e una mortalità evitabile nettamente inferiore. Questi valori medi, tuttavia, mascherano forti divari geografici in tutti gli indicatori di salute: l’aspettativa di vita, per esempio varia dagli 81,5 anni della provincia di Napoli agli 85 di Lecco, mentre gli anni vissuti in buona salute oscillano dai 53,4 della Calabria ai 69,7 della P.A. di Trento. “Affrontare le sfide che attendono l’Italia nel futuro prossimo richiede una strategia di politiche integrate: solo coniugando prevenzione e innovazione è possibile generare e condividere valore per le persone e il Paese”, ha affermato Daniela Bianco, partner di The European House – Ambrosetti e responsabile practice Healthcare di TEHA Group.
Nel Ssn buco da 175 mila operatori, a prevenzione 4% risorse - Salute e Benessere - Ansa.it
Meridiano Sanità, “serve equilibrio demografia-salute- economia” (ANSA)








