Un Paese che invecchia e che investe poco in salute, soprattutto in strategie di prevenzione, in personale sanitario - con la carenza di circa 175 mila operatori -, in strumenti di contrasto delle diseguaglianze.
Nonostante ciò, si riescono a ottenere ancora ottimi risultati di salute con un'aspettativa di vita tra le più alte del mondo.
È il ritratto che emerge dalla XX edizione del Forum annuale di Meridiano Sanità, dedicato al tema "Salute, Società, Economia: alla ricerca di un nuovo equilibrio", in corso a Roma.
"Questa XX edizione è un invito a guardare ai prossimi vent'anni con la consapevolezza che bisogna lavorare insieme per costruire un nuovo equilibrio tra demografia, salute ed economia, con coraggio e responsabilità", ha spiegato Valerio De Molli, managing partner e Ceo di The European House - Ambrosetti e TEHA Group.
La sanità italiana vive un momento critico. Il Paese fa i conti con una transizione demografica, che ne ha ridefinito il volto e negli ultimi 20 anni ha visto raddoppiare il numero degli over-65. Di pari passo sono cresciuti i bisogni di salute e la spesa sociale. La spesa sanitaria pubblica, invece non ha seguito la stessa dinamica: con 2.700 euro pro-capite (a parità di potere di acquisto) è al di sotto della media europea.







