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13 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 17:34

I commenti scandalizzati alle parole della ministra Eugenia Roccella, che ha criticato le “gite ad Auschwitz” e la mancanza di solidarietà agli ebrei dopo il 7 ottobre, riportati da tutti i giornali, sembrano alquanto ingenui. Il pensiero della ministra Roccella ha una sua perversa logica e va guardato nella prospettiva dell’hasbarà, la propaganda difensiva che il governo di Israele mette in atto per giustificare lo sterminio compiuto a Gaza. E’ un discorso totalmente filo-israeliano che testimonia della convergenza tra gran parte delle comunità ebraiche italiane e l’estrema destra oggi al governo.

Per interpretare correttamente la logica del discorso pronunciato dalla ministra occorre riordinarne le argomentazioni, anche in relazione alla sede in cui è stato pronunciato, il convegno “La storia stravolta e il futuro da costruire” organizzato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei). Moked, la rivista dell’Ucei, commenta il discorso della ministra in termini lusinghieri ed è logico che un discorso come quello riportato non poteva non essere stato quantomeno anticipato agli organizzatori del convegno. La Ministra stessa, secondo l’Ucei, avrebbe risposto alle critiche: “Immaginare che una persona come me, da sempre amica di Israele e degli ebrei, possa presentarsi di fronte all’Unione delle comunità ebraiche per pronunciare parole negazioniste è ridicolo prima ancora che strumentale”. Dunque: piena condivisione di idee e di intenti tra l’Ucei e la ministra Roccella, con buona pace delle critiche che le sono state rivolte da più parti, inclusa la senatrice Liliana Segre.