Lo striscione mostrato nel corteo ProPal di una settimana fa a Roma che inneggiava al “7 ottobre”, cioè all’uccisione di 1.200 innocenti ad opera di Hamas, dimostra che il ministro Roccella non ha tutti i torti. Nonostante le dichiarazioni di fuoco piovute dalla Sinistra. “Le sue parole strumentalizzano la memoria della Shoah, rovesciano la verità storica con un cinismo inaccettabile per un rappresentante delle istituzioni”, attacca Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd: “Le visite ad Auschwitz non sono mai state gite. Sono state e sono momenti fondamentali di educazione alla memoria, strumenti preziosi per trasmettere alle giovani generazioni l’orrore della persecuzione nazista e fascista e per ricordare che l’antisemitismo non è un fantasma del passato, ma una minaccia viva. Che il fascismo italiano abbia avuto un ruolo determinante nell’emanazione delle leggi razziali del 1938, nella persecuzione degli ebrei e nella deportazione di migliaia di cittadini italiani, è un fatto storico documentato”. Più duro il senatore dem Francesco Verducci: “Queste sono parole deliranti. Tanto più se pronunciate da un Ministro della Repubblica. Parole che negano in modo imbarazzante e pericoloso una verità storica incontrovertibile”. “Stento a credere che un ministro possa avere detto che i viaggi delle scolaresche ad Auschwitz sono stati incoraggiati per incentivare l’antifascismo”, interviene la senatrice Liliana Segre.