Lo spaccio di stupefacenti di diverso tipo – anche all’interno di un’azienda meccanica di Modugno - e le estorsioni, con metodo mafioso, imposte dal carcere tramite l’utilizzo di smartphone: era un’attività fiorente quella bloccata dai carabinieri della Compagnia di Modugno, al termine di un’indagine che ha portato all’esecuzione di otto ordinanze di custodia cautelare, firmate dal giudice Giuseppe De Salvatore su richiesta della Procura di Bari.
In carcere sono finiti Nicola Annoscia, di 36 anni detto “Pomodoro”; Michele Cioce, di 43 anni detto “Cavallo”; Pasquale Colasuonno, di 37 anni detto “Pisello”; Vincenzo Di Vittorio di 46 anni; e Francesco Vavalle di 50 anni. Agli arresti domiciliari Vito Borracci, di 54 anni; Diego Grassi, di 21 anni detto “Giacchetta”; e Giovanni Morcavallo di 31 anni.
Sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e Annoscia e Colasuonno anche di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Nel mirino degli ultimi due – hanno ricostruito gli investigatori – sarebbero finiti due fratelli, titolari di un’agenzia di scommesse sportive e lotteria, ai quali è stato chiesto di versare denaro per sostenere Annoscia durante la detenzione. In alcune conversazioni intercettate, Colasuonno diceva loro: “L’amico ti vuole chiamare direttamente lui… L’altro anno a Natale ti facesti vedere, non è che ti puoi fare vedere anche quest’anno?.. Per farci fare Natale a tutti quanti, hai capito?”.









