«Una storia a lieto fine ogni tanto fa bene». È il commento sollevato di Carlo Borghetti, consigliere regionale lombardo del Pd a cui era stata rubata una borsa contenente più di 400 spartiti raccolti in 43 anni di musica. Venerdì mattina, il consigliere aveva parcheggiato la sua macchina fuori dall’Abbazia di Mirasole a Opera. «La mia era una delle tante, circa cento, auto posteggiate nei dintorni. Quando sono andato a riprenderla ho trovato il finestrino posteriore distrutto. Non ricordavo di aver lasciato la borsa con gli spartiti lì e pensavo non mi avessero rubato nulla», spiega Borghetti. L’umore del consigliere sarebbe stato molto diverso se questa mattina l’amico Massimo D’Avolio non si fosse messo a cercare con il figlio Alessandro per strade e campi la borsa rubata. L’uomo è uno dei tanti ad aver risposto con solidarietà all’appello lanciato da Borghetti sui social: «Appello ai ladri. Per voi sono 400 pezzi di carta, per me un pezzo di cuore. Trovate il modo di farmi riavere quegli spartiti, vi prego», aveva scritto. «Io stesso sarei andato oggi pomeriggio alla ricerca dei miei spartiti, ma il figlio di Massimo ha scovato per primo a bordo strada la borsa», continua il consigliere.