«Siamo di fronte a una nuova pagina della guerra e dell'ennesimo conflitto israelo-palestinese. Ma di fronte a questa nuova pagina, che comincerà con il tanto atteso ritorno degli ostaggi, se ne deve aprire una di riflessione: a questo dovrebbero essere deputate le aule universitarie e dovrebbero pensare i docenti universitari. Le università sono stati fra i peggiori luoghi di non-riflessione: l'ultimo segnale negativo arriva dall'Università di Bologna, dove il senato accademico ha votato una mozione per non avere più collaborazioni con le università israeliane. Di fronte a tutto questo, serve trovare altri luoghi dove riflettere e pensare, da cui si può arrivare a quei ragazzi che manifestano in maniera inconsapevole, ma non innocente, per una Palestina dal fiume al mare, per la difesa di Hamas, con slogan orribili sul 7 ottobre. Aprire una nuova pagina è compito nostro e vostro».
Sono le parole del ministro della Famiglia e per le Pari Opportunità Eugenia Roccella nel suo intervento all'evento "La storia stravolta e il futuro da costruire", organizzato dall'Ucei e in corso al Cnel di Roma. «Il 7 ottobre - prosegue Roccella - è stata valicata una frontiera dell'umano, una data che si pensava sarebbe rimasta nella nostra coscienza universale. Non solo non è stato così ma non lo è stato neanche all'inizio, si è pensato che questo orrore sia stato sommerso da altri fatti, partigianerie di altro genere. Ma in realtà non ho visto sin dall'inizio una reazione unanime di dolore e partecipazione».













