Il rinnovo del contratto dei dipendenti degli enti locali per il triennio 2022-2024 passa anche dalla prossima legge di Bilancio e, più nello specifico, dal fondo perequativo di 150 milioni di euro che, se confermato, permetterà ai sindaci di aumentare le retribuzioni di risultato dei loro dipendenti. Con il decreto Pa questa possibilità è già stata concessa ai cosiddetti enti virtuosi, ovvero quelli con i conti in ordine, che però rappresentano una minoranza. Ecco perché il ministro della Pa, Paolo Zangrillo, ha chiesto nuove risorse da destinare a un fondo ad hoc, aperto a tutti, dunque anche alle amministrazioni in stato di dissesto finanziario, al quale poter attingere per ridurre il gap retributivo che si riscontra tra le Funzioni centrali e quelle locali, dunque tra ministeri e Comuni.
L'obiettivo è duplice: intervenendo sullo “spread” delle buste paga Palazzo Vidoni conta anche di oliare gli ingranaggi di una trattativa, quella per il rinnovo del Ccnl delle Funzioni locali, che va avanti ormai da oltre 60 settimane e che resta bloccata esclusivamente per una questione di soldi. Per la Cgil e la Uil le risorse messe in campo dal governo, sufficienti a garantire fino a 158 euro di aumento agli oltre 400mila lavoratori coinvolti, non bastano infatti a recuperare la quota di reddito erosa dall’inflazione galoppante del periodo post Covid. Il prossimo incontro tra Aran e sindacati, inizialmente programmato per martedì, è stato spostato a mercoledì della settimana prossima. Lì si capiranno se ci sono degli spiragli.









