SAN DONÀ - Una vita dedicata al karate e ai valori dello sport che trasmetteva alle nuove generazioni. Fabio Ferrazzo era molto conosciuto nel Sandonatese, sia per le doti umane sul lavoro, sia per l'impegno sportivo. Originario di Mestre, quando aveva sette anni la sua famiglia si era trasferita a San Donà. Assieme alla moglie Luana Zorzetto, 12 anni fa aveva rilevato il bar-pizzeria Armony, dov'è avvenuta la tragedia. Nello stesso locale in via Della Ferriera aveva festeggiato 63 anni il 27 giugno scorso. La torta riportava una sua foto in cui indossava il "karategi", l'uniforme usata da chi pratica del karate, e aveva spento le candeline assieme agli amici appassionati di arti marziali. In precedenza, sempre assieme alla moglie, aveva gestito il bar "Al Portico" di Ceggia per 18 anni.

«Era un papà affettuoso, il migliore che si possa avere - spiega la figlia Elena -. Parlarne al passato mi sembra strano. Trovava sempre una soluzione per tutto, era un punto di riferimento per la nostra famiglia e per il gruppo del karate. Amava gli animali, in casa abbiamo sempre avuto esemplari di pastore tedesco. Quello che abbiamo adesso si chiama Dora. Ma quando ne veniva a mancare uno ne prendeva subito un altro. Gli piaceva anche andare in barca e teneva molto alla sua Harley-Davidson. La sua più grande passione, comunque, era il karate che praticava da oltre 40 anni. Si impegnava come maestro sia con i bambini sia con gli adulti».