Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
12 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 7:11
La Pubblica Amministrazione italiana vive da anni un paradosso: mentre i documenti viaggiano in digitale, i corridoi restano profondamente analogici. Portali, SPID, PEC e piattaforme online vengono annunciati come strumenti per modernizzare lo Stato, ridurre tempi e code e avvicinare i cittadini ai servizi pubblici. Nella pratica, tuttavia, la realtà è spesso diversa. I documenti digitali vengono stampati, protocollati, spostati da scrivania a scrivania, replicando passaggi cartacei che dovrebbero essere superati. La digitalizzazione, così, diventa un rivestimento superficiale sopra procedure invecchiate.
Il cittadino è obbligato a dotarsi di identità digitale e firma elettronica, ma in molte situazioni la PA continua a richiedere firme autografe, copie cartacee o visite agli sportelli. Ne deriva un paradosso evidente: la promessa di modernità esiste solo sulla carta, mentre nella sostanza le pratiche rimangono lente e complesse. Chi lavora all’interno della PA conosce bene questo doppio binario: procedure digitali, ma mentalità e processi ancorati a logiche pre-digitale.









