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Il colloquio: "Donald porti la pace a Kiev". I temi: difese aeree e missili a lungo raggio
"If you stop the war in Gaza, you can do the same with Moscow". Se la guerra tra Israele e Hamas è stata fermata, allora anche per l'Ucraina ci sono speranze. È questa la frase più importante, e ad effetto, della telefonata di Zelensky a Trump. Trenta minuti di colloquio che restituiscono forse un'immagine inedita del leader di Kiev: quella di un presidente disposto a parlare non solo di armi, ma anche di pace. Zelensky ha definito la chiamata "molto positiva e produttiva". Parole che, nel linguaggio asciutto della diplomazia, suonano come un'apertura. Il presidente ucraino si è congratulato con Trump per l'accordo di pace raggiunto in Medioriente tra Israele e Hamas, un successo che l'inquilino della Casa Bianca ha rivendicato come "la prova che anche i conflitti più incancreniti possono essere fermati". E Zelensky, agganciandosi proprio a quel messaggio, ha rilanciato: "Adesso occupiamoci dell'Ucraina".






