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Il vertice di Anchorage tra Trump e Putin apre a un negoziato senza tregua immediata. Telefonata tesa con Zelensky: Kiev respinge condizioni russe su Donetsk, chiede garanzie di sicurezza durature

Il vertice di Anchorage tra Donald Trump e Vladimir Putin, sebbene non abbia prodotto un cessate il fuoco immediato, ha rappresentato un primo passo in un percorso negoziale che entrambe le parti sembrano intenzionate a esplorare. Oggi, tuttavia, i riflettori si sono spostati sulla telefonata di un’ora tra il presidente Usa e Volodymyr Zelensky.

Secondo quanto riportato da Axios, il colloquio è stato teso, con il presidente ucraino che ha respinto come false alcune ricostruzioni del Cremlino sulla situazione al fronte. Eppure, la conversazione ha segnato l’avvio di un confronto diretto sulle condizioni emerse dal summit, a partire dall’idea che l’obiettivo debba essere un accordo di pace “complessivo” piuttosto che una tregua temporanea. A ciò si aggiunge la notizia del Financial Times, che ha rivelato che Putin avrebbe chiesto il ritiro delle forze ucraine dal Donetsk come condizione per fermare le ostilità, offrendo in cambio di congelare l’attuale linea del fronte. Una proposta che Kiev considera inaccettabile, ma che introduce un elemento di concretezza in un negoziato finora rimasto astratto.