Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo la prefazione di Giuliano Ferrara a Maledetto Israele! (Liberilibri), in cui Niram Ferretti racconta come, dopo il 7 ottobre, sia partita contro Israele la più furente e ossessiva criminalizzazione nei confronti di uno Stato di cui si abbia memoria nella storia contemporanea.
Il libro di Niram Ferretti non è nella media delle opinioni correnti sulla guerra di Gaza e sul suo significato. Piuttosto è una pietra di inciampo fondata su un paradosso scandaloso. Gli ebrei si sono riuniti e si difendono, per questo possono essere infine spazzati via, dal fiume al mare. La maledizione di Israele è che il mondo ha sempre avuto la vocazione a liberarsi in qualche modo degli ebrei, della questione ebraica cosiddetta, e ora può pensare di farlo abbattendo non un’antica stirpe o una particolare religione del libro o una formidabile comunità di costumi e cultura ma una nazione, uno Stato, una classe dirigente, il rinascimento di una lingua, una prassi umana dei sopravvissuti, l’unità di un rifugio, di un mai più, che nasce come conquista internazionalmente legittimata. E cresce come autodifesa da un rifiuto etnico e religioso, radicalmente nichilista, che infine richiede la propria legittimazione come questione palestinese, come resistenza popolare e nazionale.







