Grande attesa in Indonesia per il Mondiale di ginnastica artistica femminile e maschile (19-26 ottobre a Giacarta), l’evento della generazione Hollywood, come è stato battezzato.
Appuntamento che rimescolerà le carte, presentandoci i protagonisti del prossimo futuro. Saranno però Mondiali segnati dalle vicende politiche. ll governo indonesiano, infatti, ha negato il visto d’ingresso alle ginnaste e ai ginnasti israeliani.
Bandiere palestinesi al passaggio dei ciclisti della Vuelta
Giacarta, a maggioranza musulmana, non ha mai voluto avere legami diplomatici formali con Tel Aviv finché non riconoscerà «l’indipendenza e la piena sovranità dello Stato di Palestina». E ha deciso, dunque, di impedire ad Israele - che nella ginnastica annovera le uniche medaglie olimpiche del suo palmares con Artem Dolgopyat (nella foto) al corpo libero, oro a Tokyo e argento a Parigi, e Linoy Ashram, oro in Giappone nel 2021 nell’all around di ritmica - di prendere parte alla prossima rassegna iridata dei grandi attrezzi, a pochi giorni dal via.
A confermarlo è anche la presidente della Federazione indonesiana di ginnastica, Ita Juliati, che sta organizzando per la prima volta nella storia della disciplina un Mondiale di ginnastica nel Sud Est Asiatico.












