RIESE PIO X - È stata definita «azione programmata» e non «un atto impulsivo», sottolineando che si è trattato dell’epilogo di una «serie di manifestazioni di insofferenza per la ferma decisione (della vittima, ndr) di interrompere il rapporto nonostante tutte le intimidazioni e le ritorsioni già subite». In 53 pagine, la Corte d’assise del tribunale di Treviso descrive passo passo il motivo per cui è stato inflitto l’ergastolo, e non i 28 anni chiesti dal pubblico ministero Michele Permunian, a Bujar Fandaj, l’imbianchino kosovaro di 41 anni che il 19 dicembre 2023 uccise Vanessa Ballan, la commessa 26enne di Spineda di Riese Pio X colpita con 8 coltellate nella sua casa di via Fornasette. E viene espressamente esclusa «una determinata perdita di controllo». Motivazioni blindate, insomma, che lasciando poco spazio alla difesa, rappresentata dalle avvocate Chiara Mazzoccato e Daria Bissoli, che comunque hanno già annunciato ricorso in appello. Per i due giudici togati e i sei popolari conta relativamente il fatto che l’imputato, che ha acconsentito all’acquisizione integrale degli atti alleggerendo l’istruttoria e diminuendo di molto i tempi del processo, possa essere giudicato un’attenuante: «Non possono essere ritenute equivalenti rispetto alle aggravanti».