RIESE - La data da fissare in calendario è il prossimo 7 aprile, giorno in cui inizierà la discussione del ricorso davanti alla Corte d’assise d’appello di Venezia di Bujar Fandaj, il 41enne artigiano di origine kosovara condannato all’ergastolo per l’omicidio di Vanessa Ballan, uccisa a coltellate nella sua casa di Riese il 19 dicembre del 2023.
Difeso dalle avvocate Chiara Mazzoccato e Daria Bissoli, il killer punta a riscrivere la verità processuale partendo da due fattori cardine: l’eliminazione dell’aggravante della premeditazione ma soprattutto il riconoscimento della provocazione. Bujar Fandaj, infatti, ha sempre sostenuto di essere stato aggredito da Vanessa Ballan e di aver reagito. Circostanza che, però, non ha mai trovato riscontro nel processo di primo grado.
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Uno degli altri paletti attorno a cui è stato costruito il ricorso è la constatazione del fatto che la Corte d’assise del tribunale di Treviso non ha considerato le attenuanti riconosciute all’imputato per il comportamento processuale (Fandaj infatti non si era opposto all’acquisizione di tutto il fascicolo d’indagine all’interno del processo accorciando così di molto la durata dell’intero procedimento, ndr) superiori alle aggravanti. Il 41enne si era anche scusato con i familiari di Vanessa e il pubblico ministero Michele Permunian aveva tenuto conto di tutti questi atteggiamenti chiedendo, al termine della requisitoria, una pena finale di 28 anni di reclusione.






