C’era un’energia frizzante, letteralmente, tra i corridoi della Fiera di Bologna durante la prima edizione bolognese di Champagne Experience. Bicchieri che tintinnavano, profumi di crosta di pane e agrumi che si intrecciavano nell’aria, file di calici levati alla luce per scrutare sfumature d’oro e di rame. La città delle Due Torri ha accolto con entusiasmo l’ottava edizione del più grande evento italiano dedicato allo Champagne, organizzato da Excellence SIDI, realtà che riunisce ventuno tra i principali importatori e distributori del Paese. E il brindisi è stato da record: oltre 7.000 visitatori in due giorni, un incremento del 20% rispetto all’anno scorso, con più di 700 etichette in degustazione e 145 maison e vigneron a rappresentare le quattro anime della Champagne — Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs e Côte des Bar — più un’area interamente dedicata alle maison classiche.

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06 Ottobre 2025

A guidare l’evento, con la passione di chi lo ha visto nascere quasi per gioco, è Luca Cuzziol, uno dei fondatori. «Siamo partiti otto anni fa come un gruppo di amici e una ventina di aziende, con il desiderio di raccontare lo Champagne per quello che è davvero: un vino, non un simbolo di lusso. Oggi siamo qui, in una manifestazione che ha saputo diventare punto di riferimento per tutto il settore». Cuzziol guarda con realismo al momento del mercato: «Dopo l’euforia del post-pandemia, il 2024 ha segnato un rallentamento fisiologico. Il consumatore è più attento, ma anche più curioso. Lo Champagne non teme la concorrenza: semmai, ha bisogno di più cultura. Chi lo sceglie oggi non cerca solo status, ma esperienza». E sulla rivalità con le bollicine italiane? «Prosecco, Franciacorta e Alta Langa sono un’altra storia. Il bello è proprio questo: c’è spazio per tutti. L’importante è che ognuno resti fedele alla propria identità. Bere bene, oggi, significa capire cosa c’è dietro ogni bicchiere».