Vince anche Bibi Netanyahu, certo, forse vince soprattutto lui, anche se nel tinello mediatico-intellettuale del Belpaese non puoi dirlo (ma parliamo di gente ormai fattualmente superata, per moderazione e attitudine al dialogo, perfino da Hamas). Eccesso di entusiasmo su pagine che, spesso in splendida solitudine, non hanno mai ammainato la bandiera dell’unica democrazia del Medio Oriente? No, riscontro empirico, “verità effettuale della cosa”, diceva il Machiavelli, da sempre indigesta ai cavalieri della virtù del “pacifismo” astratto e sbilanciato (sempre dalla parte sbagliata, quella dei tagliagole). La pace concreta che sta prendendo corpo in Medio Oriente, con la fatica di ogni spartiacque epocale, la pax trumpiana, è anzitutto pace attraverso la forza. E la forza, in questo scacchiere che poi non è un pezzo di risiko, è il luogo infernale in cui è ripiombato nelle vicende umane lo spettro del pogrom, è stata soprattutto quella di Israele. Senz’altro sono stati di Israele gli stivali sul terreno, l’offensiva al cuore di Hamas e più in generale della Piovra islamista, le azioni di intelligence capillari e spariglianti su tutto il fronte. Anzi, su tutti i fronti, perché in particolare dal fatidico 7 ottobre, lo Stato degli ebrei era aggredito da ogni lato.
Netanyahu, la vittoria di un uomo solo al comando | Libero Quotidiano.it
Vince anche Bibi Netanyahu, certo, forse vince soprattutto lui, anche se nel tinello mediatico-intellettuale del Belpaese non puoi d...






