Vedendo le immagini del Segretario di Stato Marco Rubio che parla all’orecchio destro di Trump dopo avergli passato un foglio in cui c’era scritto dell’urgenza di approvare un post su Truth per annunciare, “per primo”, l’accordo di pace raggiunto in Medio Oriente, è impossibile non tornare con la memoria a quelle dell’11 settembre di 24 anni fa, quando il capo dello staff presidenziale Andy Card avvicinandosi a Bush, che parlava ai bambini di una scuola elementare, gli riferì all’orecchio (sempre il destro) che un secondo aereo aveva colpito le Torri Gemelle. È il momento in cui il presidente americano si rese drammaticamente conto, senza ormai ombra di dubbio, che era in corso un attacco contro gli Stati Uniti. La sua espressione è attonita, quasi assente, ovviamente ben diversa dalla fiera soddisfazione che traspare dal volto di Trump alla lettura del foglietto che Rubio gli ha passato.
Un quarto di secolo di storia passa da queste due indelebili immagini ed è come se un cerchio e tante guerre si chiudessero attorno a un minimo comune denominatore che è sempre lo stesso, il Medio Oriente. Il post su Truth è poi seguito puntuale, alle 18,51, ora di Washington: «Sono molto orgoglioso di annunciare che Israele e Hamas hanno entrambi sottoscritto la prima fase del nostro Piano di Pace.











