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Ultimo aggiornamento: 16:30
Sono stato fortunato. Ho iniziato la mia carriera professionale nel lontano 1981 in uno ospedale pubblico non universitario. Devo molto al mio primario di allora, il dottor Giovanni Agugini, e al suo aiuto, il dottor Pietro Bruttini, con il quale ho condiviso tutto il mio percorso. Mi sono allontanato subito dall’ambito universitario che non mi dava nulla. Memorabile il fatto di aver protestato con il professore della scuola di specializzazione di Pavia che era muto e sorso alle mie richieste di “imparare”. Per quel motivo la mia specializzazione è durata un anno in più.
Sono stato fortunato ad aver lavorato molto perché ho imparato tanto. A cominciare dai colloqui mattutini delle 7 su casi clinici che si continuavano durante le ore di sala operatoria o di reparto all’Ospedale Fatebenefratelli ed Oftalmico di Milano. Una vera e propria scuola di vita specialistica professionale di Educazione Continua.
Poi sono arrivati i primi congressi. Vedevo che si svolgevano spesso in luoghi da favola e in splendide cornici addobbate da aziende farmaceutiche o di strumentario diagnostico e chirurgico. Mai mi sono fatto attirare, anzi ho sempre contrastato, a mie spese, questo tipo di aggiornamento “veicolato” – come ho dimostrato anni dopo. L’azienda sponsorizza ma poi chiede di conto! Alla fine dei congressi veniva dato un attestato di frequenza spesso ottenuto alla fine di una valutazione a quiz in cui usciva il “valore” ancestrale di copiatura fra colleghi! Poi è arrivato Internet che ha dato una svolta agli aggiornamenti con siti tipo PubMed presente dal 1949 ma che, con l’avvento di internet, è entrato in tutte le strutture sanitarie.






