Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 16:00

Mentre la spingeva giù, lei gli diceva di amarlo. È il particolare che emerge dal processo nei confronti del ragazzo imputato per il femminicidio di Aurora Tila per cui la procura ha chiesto l’aggravamento anche dello stalking.

“Il testimone ha detto esattamente che l’imputato gli ha confessato di aver buttato giù la ragazza dal balcone, mentre lei gli diceva ‘ti amo, non puoi farmi questo”. Così l’avvocata Anna Ferraris, che insieme al collega Mario Caccuri assiste la madre della 13enne Aurora Tila, ha raccontato, parlando con i cronisti all’uscita del Tribunale per i minorenni di Bologna, come in aula il 18enne ex compagno di cella del 16enne imputato, gli ha rivelato cosa è successo il 25 ottobre 2024 quando Aurora è precipitata dal balcone al settimo piano del palazzo in cui viveva a Piacenza. Il testimone è stato portato via dai carabinieri verso le 11, dopo aver rilasciato le sue dichiarazioni. Il processo si svolge con la formula del rito abbreviato condizionato all’ascolto di due consulenti medici della difesa, che sono stati sentiti la scorsa udienza, mentre oggi è stato sentito il consulente della Procura (Pm Simone Purgato).