La velocità media dei servizi wi-fi sui treni italiani è di circa 4,70 Mbps (in download), secondo l’ultima indagine di Ookla - la specialista in analisi di reti fisse e mobili.
In pratica è come se i vagoni fossero collegati a una rete in rame; ecco magari con un cavo da srotolare le cose andrebbero meglio. Perché se la media europea è di 7,59 Mbps, ci sono paesi come la Svezia a quota 64,58 Mbps e la Svizzera e l’Irlanda rispettivamente a 29,79 e 26,33 Mbps. Maglia nera invece per Spagna (1,45 Mbps), Regno Unito (1,09 Mbps), Austria (0,70 Mbps) e Olanda (0,41 Mbps).
Il tema è complesso perché non riguarda solo le infrastrutture tecnologiche impiegate o le apparecchiature, ma anche strategie degli operatori ferroviari, politica pubblica e percezione del valore della qualità dell’esperienza di bordo. L’unica certezza è che, soprattutto in Europa, continua a essere molto caratterizzante la copertura mobile dei corridori ferroviari, anche se sono già partite sperimentazioni di soluzioni ibride che impiegano servizi satellitari a orbita terrestre bassa come quelli di Starlink di SpaceX e OneWeb di Eutelsat. È il caso ad esempio delle stesse Ferrovie dello Stato, sebbene non ci siano ancora dettagli al riguardo.






