C’è un numero che, più di altri, racconta come sta cambiando la nostra vita connessa: 331 megabit al secondo. È la velocità media in download registrata da fermo nelle misure statiche della campagna MisuraInternet Mobile, il progetto promosso dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) e realizzato sul campo dalla Fondazione Ugo Bordoni. In upload la media è di circa 58 Mbps. Quando invece ci si sposta - le cosiddette misure dinamiche urbane - la media scende a circa 269 Mbps in download e 54 Mbps in upload.
Sono valori che, tradotti nel linguaggio di tutti i giorni, significano streaming, videochiamate e download “pesanti” sempre più alla portata. Ma con una premessa fondamentale: il report insiste sul fatto che i drive test sono una fotografia in luoghi e istanti specifici, influenzata da condizioni non sempre replicabili. Utile, sì, per capire come va la rete in scenari controllati.
La regola del gioco: “best technology”
Il cuore metodologico della campagna è l’approccio “best technology”: si misura ciò che le reti riescono a offrire con la migliore tecnologia disponibile in quel punto (fino al 5G), usando una configurazione di test pensata per stimare le prestazioni. Un modo per mettere tutti davanti allo stesso specchio. Ma anche qui c’è un’avvertenza: se l’utente ha un’offerta meno performante o se la tecnologia più avanzata è meno diffusa (e quindi meno scarica di traffico), l’esperienza reale può divergere - e non poco - dai risultati di laboratorio su strada.






