Roma, 9 ott. (askanews) – La Corte d’Appello di Torino, con una sentenza pubblicata il 5 settembre scorso, ha condannato un caseificio non autorizzato all’utilizzo della DOP Grana Padano che usava il nome formaggio “Gran Riserva Italia” per designare i propri prodotti a pasta dura da grattugia. Il nome, è stato sancito, evocava illeggitimamente la Dop e in particolare la categoria “Riserva Oltre i 20 mesi” che identifica il Grana Padano a maggiore stagionatura.
“Si tratta di una sentenza che giudico luminosa e da prendere come riferimento nelle tutela dei prodotti DOP – commenta in una nota Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Tutela Grana Padano – riprende e porta nei tribunali italiani principi stabiliti dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europa e diventa così una pietra miliare contro i similari e le loro politiche di immagine e di comunicazione fuorvianti per i consumatori”.
La vicenda al centro del contenzioso si riferiva all’utilizzo dei termini “Gran Riserva Italia” nella presentazione di un formaggio a pasta dura commercializzato in una GDO italiana in forme di grossa pezzatura (circa 26 kg), con scalzo laterale arrotondato marchiato a fuoco con un logo ellittico attraversato dalla scritta orizzontale a caratteri cubitali “ITALIA” circondata dai termini “Gran Riserva” e dal claim “Latte 100% italiano”.







